Maraba Blue – Città del capo

Il brano è stato composto dal pianista Africano Abdullah Ibrahim. Le melodie di Abdullah Ibrahim sono un perfetto esempio di musica etnica globale. Nelle sue composizioni è possibile sentire il canto dell’africa, il suono degli strumenti musicali africani, interpretati con un gusto prettamente Jazzistico.

Il suo piano ha i richiami di Thelonious Monk, Abdullah Ibrahim si era guadagnato l’appellativo di “South Africa’s Monk” .
Si narra che durante il primo incontro avvenuto in Svizzera nel 1964 tra Monk e Abdullah Ibrahim (allora chiamato ancora Dollar Brand), al loro commiato Abdullah Ibrahim abbia detto a Monk;

“[I] thanked him for the inspiration. [Monk] looked at me for a time and then said: “You’re the first piano player to tell me that.”

Abdullah Ibrahim è un classico esempio di “world music”, melodie suadenti, pianismo a
volte spigoloso ma fondamentalmente lirico, ritmicità afro, rimandi continui al Jazz
Americano.

“A città del capo, la musica è ovunque” disse una volta Abdullah Ibrahim, un luogo di
incontro di culture, e quando fu costretto ad emigrare in Europa per le politiche di
apartheid del suo paese, tutto questo bagaglio di culture lo ha seguito e si è ricontaminato con la musica Europea.

Abbiamo iniziato il viaggio con questo blues, suadente, lirico, allegro ma con un sottofondo malinconico, tipico delle melodie africane, di una nostalgia che si ritrova in tante delle composizioni Caraibiche, Creole e Sud Americane.

Abbiamo deciso di concludere il disco con lo stesso brano che lo aveva aperto.
Abbiamo viaggiato, abbiamo ascoltato generi diversi, storie diverse, generi musicali
pieni di riferimenti ad altri continenti.

Il punto finale si arrichisce, diventa più dolce nell’interpretazione vocale, quasi una
ninna nanna , durante un tramonto Sud Africano, un saluto, un nuovo orizzonte che
lascia libera la musica di fluire oltre le costruzioni artificiali dei confini che gli esseri
umani hanno imposto e continuano ad imporre al nostro pianeta ed alle nostre
migrazioni.

Una speranza di continuare il viaggio presto, di rimettersi in moto alla scoperta di
altre culture e suggestioni.